Il “vino biologico” ora è legge

E’ stato approvato il nuovo regolamento comunitario sull’utilizzo della dicitura “vino biologico” per i vini prodotti da uve coltivate con il metodo biologico o biodinamico.

Dibattuta è stata la discussione sull’utilizzo dei solfiti (vedi Wikipedia) di norma presenti in quantità minore nei vini biologici rispetto a quelli tradizionali.

Si è raggiunto il solito compromesso con i paesi più a nord dell’Italia, in quanto la minor esposizione solare dei vigneti, obbliga i produttori ad un maggior uso dei solfiti nel vino.

Questo un punto, anche se non potrà essere indicato in etichetta, a favore delle produzioni italiane più “sane” per il consumatore.

Ricordiamoci che sul mercato sono presenti anche vini privi di solfiti aggiunti, più costosi da produrre, perché obbligano il produttore ad adottare tecniche e macchinari perfetti, onde evitare ossidazioni o difetti al vino.

Allego l’approfondimento tratto da lastampa.it:

Habemus Bio: approvato l’atteso regolamento comunitario sul vino

Veronica Ulivieri

Che sia anche questo un riflesso del nuovo clima che regna in Europa? Un segnale dell’armonia ritrovata tra Italia, Francia e Germania? Il regolamento comunitario sul vino biologico era atteso dal 1991 e alla fine, dopo più di vent’anni, ieri è arrivato (08/02/2012). Le nuove norme sulla vinificazione bio, approvate dal Comitato permanente per la produzione biologica (Scof), introdurranno dei cambiamenti proprio nei procedimenti di produzione. Fino ad oggi, infatti, la certificazione era prevista soltanto per le uve e la sola dicitura consentita era “vino ottenuto da uve biologiche“. Il settore vitivinicolo era l’unico a cui non si applicava integralmente la normativa comunitaria sulla produzione biologica, che nel 1991, con successive modifiche e integrazioni, dette una base legale al settore.

“Lo yogurt riduce i chili dovuti all’età e difende l’intestino”

Di tutti i latticini che arrivano sulle nostre tavole, lo yogurt è l’unico consigliato per un uso quotidiano, come sempre nuove ricerche testimoniano.

Impariamo ad integrare lo yogurt naturale con frutta fresca o secca per renderlo un alimento completo e salutare.

Segue l’articolo tratto da corriere.it/salute:

Una ricerca conferma le qualità dell’alimento

MILANO – Non sarà l’elisir di lunga vita ma varie ricerche, anche recentissime, suggeriscono che lo yogurt contribuisca effettivamente a salvaguardare la nostra salute. In uno studio, appena pubblicato dal New England Journal of Medicine, lo yogurt viene indicato fra gli alimenti che potrebbero aiutare a contenere l’aumento di peso associato con l’età. Alcuni ricercatori della Harvard School of Public Health di Boston, dopo aver esaminato i dati relativi a più di 120 mila persone, hanno infatti rilevato che l’incremento di peso, in media 1,5 kg ogni 4 anni, risultava inferiore quando aumentava il consumo di alcuni alimenti e, innanzitutto, di yogurt. E per ogni porzione in più al giorno, l’aumento di peso si riduceva di circa 370 g (grammi) ogni 4 anni, lo stesso accadeva per la frutta secca (meno 260 g), per quella fresca (meno 220 g), per i cereali integrali (meno 170 g), per la verdura (meno 100 g). Succedeva esattamente il contrario con le patate fritte (più 760 g ogni 4 anni), con le bibite zuccherate (più 450 g) e con le carni fresche e lavorate (rispettivamente più 430 e 420 g).

“Mangia che ti passa”

Noi siamo quello che mangiamo, quante volte abbiamo sentito questa definizione, ma ci siamo mai chiesti cosa significhi veramente?

Il Dott. Filippo Ongaro, con questo suo secondo volume ripercorre la storia alimentare dell’uomo fino all’industrializzazione del cibo, per farci capire come gli alimenti influenzino direttamente la nostra salute.

 I geni e le molecole che regolano il nostro metabolismo sono stati evolutivamente plasmati più di 150.000 anni fa. In poche parole, questi geni sono stati selezionati sulla base dei vantaggi che offrivano per sopravvivere in un mondo primitivo e selvaggio. Anche se sembra impossibile, da allora nulla nella nostra biologia è cambiato ma il mondo che ci circonda è un altro.

Specializzatosi in medicina dello sport, successivamente al lavoro presso I’Agenzia spaziale europea (ESA), è entrato in contatto con le problematiche della medicina spaziale.

Yogurt e probiotici contro il cancro.

Riporto l’articolo tratto dal sito dell’ A.I.R.C. (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) dove viene segnalate l’importanza di questo alimento nella prevenzione dei tumori soprattutto a carico dell’apparato intestinale.

Lo yogurt però deve essere consumato al naturale (meglio se biologico), senza aggiunta di zucchero o dolcificanti, va benissimo aggiungere frutta fresca, secca o cereali (non dolcificati).

“I probiotici

Sono chiamati probiotici alcuni batteri che ‘abitano’ il nostro tratto digestivo e che vi svolgono alcune funzioni molto importanti, tra cui il mantenimento di un corretto ambiente interno, e un controllo dell’infiammazione e delle infezioni. Nell’intestino di un adulto vivono circa 1.000 miliardi di batteri per millilitro, per un totale di circa due chili di peso!

I batteri ‘amici’ hanno un ruolo fondamentale nella regolazione del sistema immunitario: tra le specie più coinvolte in questo processo ci sono i bifidobatteri e i lactobacilli. Ambedue sono capaci di trasformare, in assenza di ossigeno, le fibre in acido lattico (fermentazione lattea) che acidifica il contenuto intestinale, impedendo le infezioni da parte dei batteri ‘cattivi’.

Grana Padano o Parmigiano Reggiano?

I due formaggi principe della gastronomia italiana in che cosa si distinguono?

Sono differenze minime o sostanziali?

Abbiate presente che i formaggi sono come il vino, si possono trovare due cantine anche a 1 km di distanza, che utilizzano la stessa uva, ma con un prodotto finale completamente diverso.

Lo stesso vale per i caseifici: la materia prima, la zona di produzione e la mano dell’uomo fanno di ogni formaggio un prodotto unico, anche se più produttori utilizzano il medesimo disciplinare.

Non è solo questione di gusto, vari fattori entrano in gioco nella scelta, anche etici, ma questa è un’altra storia.

Allego alla riflessione l’analisi condotta da Altroconsumo su Grana Padano e Parmiggiano Reggiano, traetene le vostre conclusioni.

“Il business dei furbetti dell’olio”

“Così l’extravergine taroccato arriva sulle nostre tavole.

Comprano all’estero, poi rivendono come made in Italy”

Venerdì 23 dicembre 2011 Repubblica ha pubblicato un articolo sulle truffe dell’olio.

In questi casi leggere le etichette non è sufficiente, dato che non vi è certezza del contenuto della bottiglia.

Un’arma a nostra disposizione potrebbe essere il prezzo, un olio dal costo troppo basso può nascondere provenienze ignote, ma per contro il prezzo di un olio può essere gonfiato ad arte.

Non vi è dubbio che i produttori onesti siano la maggioranza, ma come possiamo essere certi che quello che c’è scritto in etichetta corrisponda al contenuto?

Già il fatto che queste sofisticazioni vengano a galla è il segno che i controlli ci sono, non scordiamoci che l’Italia per la sicurezza alimentare è al primo posto nel mondo.

Ora aspettiamo che l’indagine si concluda e che i nomi dei truffatori grandi o piccoli che siano vengano resi noti.

Alimentazione in età evolutiva: si fa presto a dire…”Grassi”

I grassi sono fondamentali per il nostro organismo, ma se sono in eccesso fanno male.

Siamo a conoscenza dei grassi che introduciamo con la dieta e della loro qualità?

Sappiamo cosa siano e da dove prevengano i grassi vegetali?

Sono buoni o fanno male?

Oli vegetali nei biscotti per la prima infanzia?

Nel prodotto preso in esame (vedi immagine) a titolo di esempio, troviamo tra gli ingredienti al terzo posto (ordine decrescente di quantità) oli vegetali.

Gli scaffali dei supermercati sono stracolmi di ogni tipo di olio e di ogni prezzo, soprattutto del salutare olio extra vergine di oliva.

Avete mai notato la vendita di un prodotto con la dicitura olio vegetale?

Certo che no, questa “bucolica” dicitura, ma ingannevole per il consumatore, nasconde oli non bene identificati della peggiore qualità e a basso prezzo che esistano, utilizzati esclusivamente dall’industria alimentare.

Sono oli importati prevalentemente da paesi asiatici, scordatevi il km zero, quindi con un impatto non indifferente anche sull’ambiente.

Tutti gli studi concordano di non superare la dose giornaliera di 5 grammi di oli o grassi vegetali nell’adulto, figuriamoci in un bambino di 6 mesi!

L’industria alimentare risparmia qualche centesimo sulle confezioni, noi possiamo risparmiare sulla nostra salute?

“Nutella, non di sole nocciole”

 

“Con le nocciole migliori, poi del buon latte e il nostro cacao. È così che nasce Nutella”.

Sono queste le prime parole dello spot della più nota crema di nocciole. Peccato, però, che nell’elencare gli ingredienti, si dimentichino di citare zucchero e olio vegetale.

Segnalo questo articolo tratto dal sito di Altroconsumo (associazione di consumatori) dove viene evidenziata l’importanza di saper leggere le etichette e di non farsi fuorviare dalla pubblicità.

http://www.altroconsumo.it/alimentazione/sicurezza-alimentare/news/nutella-non-di-sole-nocciole