Ipocrisia OGM

I politici italiani e le associazioni di settore hanno da sempre stigmatizzato l’introduzione degli OGM (organismi geneticamente modificati) nelle produzioni italiane. Ormai sappiamo che dal 2009 tutti i prodotti alimentari della Ue (Unità Economica Europea) con un contenuto maggiore dello 0,9% di OGM (l’Italia aveva richiesto uno 0,1% massimo), devono dichiararne la presenza in etichetta.

La soglia è riferita ad ogni singolo ingrediente usato e non al totale degli ingredienti.

Questa legge vale anche per le produzioni biologiche, che in teoria non dovrebbero contenerne dato che non sono ammessi (magie della burocrazia europea).

Sulla dannosità degli OGM si è dibattuto a lungo e se ne continua a discutere, anche se per gli OGM approvati dalla Ue non vi sono evidenze scientifiche per una loro tossicità nel lungo periodo.

Dovremmo forse chiederci se l’utilizzo di alimenti modificati geneticamente porti dei vantaggi sostanziali al consumatore e non solo ai produttori e alle multinazionali che li brevettano.

Ma il punto meno trasparente di tutta questa vicenda, il sottobanco per il consumatore, è l’utilizzo di OGM nei mangimi per l’alimentazione animale.

La maggior parte degli OGM importati in Europa (circa il 90%) viene utilizzato negli allevamenti (in Italia è vietato coltivare OGM).

Importiamo colza, mais, soia dai maggiori produttori transgenici del mondo: USA, Brasile, Argentina, India e Canada.

Ovviamente anche sui sacchi di mangime è obbligatoria la dicitura “Contiene OGM”, ma guarda caso questa informazione non arriva al consumatore.

Infatti non è obbligatorio indicare nell’etichetta di carne, latte e uova l’utilizzo di OGM per l’alimentazione degli animali allevati.

I produttori che forniscono questa informazione al consumatore lo fanno esclusivamente in forma volontaria.

In pratica con una mano viene venduto al consumatore un prodotto OGM free, mentre con l’altra si alimenta un animale con OGM!

Dove è finita la libertà di scelta? Perché non vogliono concederci questo diritto?

Al momento se vogliamo evitare di assumere OGM indesiderati l’unica strada è quella del biologico, sempre che chi certifica il bio (enti pagati direttamente dall’agricoltore per controllare) esegua controlli efficaci, ma questa è un’altra storia…

Si ringrazia Altroconsumo per le fonti.

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