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Aspartame cancerogeno? Nuove evidenze da parte dell’ EFSA

DolcificanteL’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha divulgato con data 10 dicembre 2013 un comunicato stampa, nel quale afferma “di aver portato a termine la valutazione completa del rischio associato all’aspartame e conclude che, ai livelli di esposizione correnti, la sostanza è sicura”.

Questo parere rappresenta una delle più complete valutazioni del rischio associato all’aspartame mai intraprese. È un passo avanti per rafforzare la fiducia del consumatore nei fondamenti scientifici del sistema di sicurezza alimentare dell’UE e nel sistema di regolamentazione degli additivi alimentari”, spiega la dott.ssa Alicja Mortensen, presidente del gruppo di esperti scientifici dell’EFSA sugli additivi alimentari e le fonti di nutrienti aggiunti agli alimenti (gruppo ANS).

Seguiamo i “LARN” per un’alimentazione più sana

Pà e strinù La società di nutrizione italiana (SINU) ha elaborato i LARN ovvero “Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana”.

“La SINU è una Società scientifica senza scopo di lucro che riunisce gli studiosi e gli esperti della nutrizione nei suoi differenti aspetti chimici, molecolari, genetici, biochimici, fisiologici, psicologici, cognitivo-comportamentali, clinici, tecnologici, formativi, economici, politici e sociali. La SINU fa parte di Federazioni nazionali e internazionali di Società Scientifiche e collabora con Enti di ricerca, Istituzioni pubbliche e private, ed altre Società scientifiche.”

100 esperti italiani coordinati dalla SINU e dall’ Istituto di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN) hanno redatto una serie di tabelle per singoli nutrienti, indicanti le quantità di sicurezza da assumere per ciascun nutriente, valide per tutta la popolazione sana, suddivise per sesso ed età.

Raggiungere le indicazioni dei LARN non è difficile: basta mantenere uno stile alimentare il più possibile vario, ricco di tutte le fonti di nutrienti che la natura ci mette a disposizione. In una parola, uno stile alimentare che rispecchi la tradizione mediterranea.

“Acqua: il ministero della Salute boccia le caraffe filtranti”

Finalmente il ministero della salute si è accorto dell’inutilità delle caraffe per filtrare l’acqua e della loro dannosità.

Possono peggiorare la qualità dell’acqua e far proliferare i batteri. Partiamo da un’acqua potabile e filtra oggi, filtra domani, ci ritroviamo con un’acqua non potabile, una schifezza!

Perché pagare per acquistare caraffe e filtri quando l’acqua del rubinetto va benissimo così come sgorga?

L’acqua dell’acquedotto è controllatissima, più dell’acqua minerale che troviamo in bottiglia. Se sa un po’ di cloro, mettiamola in una brocca aperta, per qualche ora in frigorifero, ed ecco acqua fresca (quasi gratis) da bere.

Il provvedimento del ministero vale anche per gli impianti fissi di case private e ristoranti che dovranno adeguarsi a norme più severe.

Ipocrisia OGM

I politici italiani e le associazioni di settore hanno da sempre stigmatizzato l’introduzione degli OGM (organismi geneticamente modificati) nelle produzioni italiane. Ormai sappiamo che dal 2009 tutti i prodotti alimentari della Ue (Unità Economica Europea) con un contenuto maggiore dello 0,9% di OGM (l’Italia aveva richiesto uno 0,1% massimo), devono dichiararne la presenza in etichetta.

La soglia è riferita ad ogni singolo ingrediente usato e non al totale degli ingredienti.

Questa legge vale anche per le produzioni biologiche, che in teoria non dovrebbero contenerne dato che non sono ammessi (magie della burocrazia europea).

Sulla dannosità degli OGM si è dibattuto a lungo e se ne continua a discutere, anche se per gli OGM approvati dalla Ue non vi sono evidenze scientifiche per una loro tossicità nel lungo periodo.

Dovremmo forse chiederci se l’utilizzo di alimenti modificati geneticamente porti dei vantaggi sostanziali al consumatore e non solo ai produttori e alle multinazionali che li brevettano.

Sushi: sai cosa mangi?

Attenzione, “l’innocuo” e colorato sushi, soprattutto se di pesce crudo, può nascondere insidie non indifferenti.

Batteri e parassiti possono tranquillamente nascondersi in questi simpatici rotolini.

L’importante è il rispetto delle procedure per il precongelamento del pesce, ed il suo mantenimento a bassa temperatura una volta utilizzato nei prodotti in vendita.

Purtroppo come dimostra un’indagine condotta dall’associazione di consumatori Altroconsumo, su 19 ristoranti giapponesi di Milano e Roma, solo 2 casi hanno passato l’esame igiene e solo in 3 casi è stato accertato il previsto congelamento del pesce per legge.

Oltretutto il tonno, specialmente quello rosso utilizzato nel sushi, è una delle specie ittiche più sfruttate e a rischio estinzione, come dimosta un’inchiesta realizzata da Report sull’argomento.

Leggete anche l’articolo tratto da Salute 24 e forse la prossima volta che vedrete un piatto di sushi, amerete ancora di più una buona grigliata di pesce.

Yogurt e probiotici contro il cancro.

Riporto l’articolo tratto dal sito dell’ A.I.R.C. (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) dove viene segnalate l’importanza di questo alimento nella prevenzione dei tumori soprattutto a carico dell’apparato intestinale.

Lo yogurt però deve essere consumato al naturale (meglio se biologico), senza aggiunta di zucchero o dolcificanti, va benissimo aggiungere frutta fresca, secca o cereali (non dolcificati).

“I probiotici

Sono chiamati probiotici alcuni batteri che ‘abitano’ il nostro tratto digestivo e che vi svolgono alcune funzioni molto importanti, tra cui il mantenimento di un corretto ambiente interno, e un controllo dell’infiammazione e delle infezioni. Nell’intestino di un adulto vivono circa 1.000 miliardi di batteri per millilitro, per un totale di circa due chili di peso!

I batteri ‘amici’ hanno un ruolo fondamentale nella regolazione del sistema immunitario: tra le specie più coinvolte in questo processo ci sono i bifidobatteri e i lactobacilli. Ambedue sono capaci di trasformare, in assenza di ossigeno, le fibre in acido lattico (fermentazione lattea) che acidifica il contenuto intestinale, impedendo le infezioni da parte dei batteri ‘cattivi’.

Grana Padano o Parmigiano Reggiano?

I due formaggi principe della gastronomia italiana in che cosa si distinguono?

Sono differenze minime o sostanziali?

Abbiate presente che i formaggi sono come il vino, si possono trovare due cantine anche a 1 km di distanza, che utilizzano la stessa uva, ma con un prodotto finale completamente diverso.

Lo stesso vale per i caseifici: la materia prima, la zona di produzione e la mano dell’uomo fanno di ogni formaggio un prodotto unico, anche se più produttori utilizzano il medesimo disciplinare.

Non è solo questione di gusto, vari fattori entrano in gioco nella scelta, anche etici, ma questa è un’altra storia.

Allego alla riflessione l’analisi condotta da Altroconsumo su Grana Padano e Parmiggiano Reggiano, traetene le vostre conclusioni.

“Il business dei furbetti dell’olio”

“Così l’extravergine taroccato arriva sulle nostre tavole.

Comprano all’estero, poi rivendono come made in Italy”

Venerdì 23 dicembre 2011 Repubblica ha pubblicato un articolo sulle truffe dell’olio.

In questi casi leggere le etichette non è sufficiente, dato che non vi è certezza del contenuto della bottiglia.

Un’arma a nostra disposizione potrebbe essere il prezzo, un olio dal costo troppo basso può nascondere provenienze ignote, ma per contro il prezzo di un olio può essere gonfiato ad arte.

Non vi è dubbio che i produttori onesti siano la maggioranza, ma come possiamo essere certi che quello che c’è scritto in etichetta corrisponda al contenuto?

Già il fatto che queste sofisticazioni vengano a galla è il segno che i controlli ci sono, non scordiamoci che l’Italia per la sicurezza alimentare è al primo posto nel mondo.

Ora aspettiamo che l’indagine si concluda e che i nomi dei truffatori grandi o piccoli che siano vengano resi noti.

Alimentazione in età evolutiva: si fa presto a dire…”Grassi”

I grassi sono fondamentali per il nostro organismo, ma se sono in eccesso fanno male.

Siamo a conoscenza dei grassi che introduciamo con la dieta e della loro qualità?

Sappiamo cosa siano e da dove prevengano i grassi vegetali?

Sono buoni o fanno male?

Oli vegetali nei biscotti per la prima infanzia?

Nel prodotto preso in esame (vedi immagine) a titolo di esempio, troviamo tra gli ingredienti al terzo posto (ordine decrescente di quantità) oli vegetali.

Gli scaffali dei supermercati sono stracolmi di ogni tipo di olio e di ogni prezzo, soprattutto del salutare olio extra vergine di oliva.

Avete mai notato la vendita di un prodotto con la dicitura olio vegetale?

Certo che no, questa “bucolica” dicitura, ma ingannevole per il consumatore, nasconde oli non bene identificati della peggiore qualità e a basso prezzo che esistano, utilizzati esclusivamente dall’industria alimentare.

Sono oli importati prevalentemente da paesi asiatici, scordatevi il km zero, quindi con un impatto non indifferente anche sull’ambiente.

Tutti gli studi concordano di non superare la dose giornaliera di 5 grammi di oli o grassi vegetali nell’adulto, figuriamoci in un bambino di 6 mesi!

L’industria alimentare risparmia qualche centesimo sulle confezioni, noi possiamo risparmiare sulla nostra salute?