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Aspartame cancerogeno? Nuove evidenze da parte dell’ EFSA

DolcificanteL’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha divulgato con data 10 dicembre 2013 un comunicato stampa, nel quale afferma “di aver portato a termine la valutazione completa del rischio associato all’aspartame e conclude che, ai livelli di esposizione correnti, la sostanza è sicura”.

Questo parere rappresenta una delle più complete valutazioni del rischio associato all’aspartame mai intraprese. È un passo avanti per rafforzare la fiducia del consumatore nei fondamenti scientifici del sistema di sicurezza alimentare dell’UE e nel sistema di regolamentazione degli additivi alimentari”, spiega la dott.ssa Alicja Mortensen, presidente del gruppo di esperti scientifici dell’EFSA sugli additivi alimentari e le fonti di nutrienti aggiunti agli alimenti (gruppo ANS).

Il peso delle banane

Esteriormente le banane sembrano tutte uguali, più mature o meno mature. Le scegliamo in base alla dimensione, più grandi o piccole.

Sì e no sappiamo da dove provengano e ancora meno come siano prodotte, le mangiamo e basta.

Forse è giunto il momento di porci qualche domanda su un frutto che tutti conosciamo, ma che spesso nasconde un mondo di sfruttamento.

Olio di palma: km 10.840

E’ la distanza in linea d’aria tra Roma e Giacarta capitale dell’Indonesia, uno dei maggiori produttori di olio di palma.

Come potete ben capire non si tratta certo di un prodotto a “km 0”, purtroppo l’impatto negativo sull’ambiente non è solo quello del trasporto, ma le continue deforestazioni (vedi foto sopra) che la coltivazione intensiva della palma da olio comporta.

Si sta cercando di porre limitazioni allo sfruttamento dei territori coltivati, ma gli esiti non sono certi, oltretutto (da una recente indagine di Altroconsumo) le piantagioni non hanno permesso di essere visitate.

Mettiamo in conto che se lo rapportiamo all’olio extravergine di oliva (in Italia abbonda) è come se utilizzassimo l’olio del motore per farcire un bel biscottino!

Pepe Verde il vegetariano a Verona

In un bel casolare nella campagna a due passi dalle famose colline del Valpolicella, si è rifugiata la migliore cucina vegetariana e vegana.

E’ scappata dalla città di Verona per incontrare come in un abbraccio solidale i freschi prodotti della terra locale, indispensabili nella preparazione di ricette DOC.

Ci troviamo nel comune di Lavagno a pochi chilometri dal casello autostradale di Verona Est, la casa è storica ed è sempre stata adibita a ristorante, gli esterni ed interni sono raccolti e curati, si ha la sensazione di entrare in un luogo familiare.

La cuoca Paola, sa preparare sempre nuove e creative ricette, dal menu composto da antipasti, primi e secondi, più a parte i dolci, vi è l’imbarazzo della scelta, cosa non comune per un ristorante vegetariano di solito monocordi e ripetitivi (realizzano anche buffet sempre di qualità).

I sapori non banali dei piatti possono essere accompagnati da Valpolicella o da un ottimo vino locale bianco e rosso.

Un’ esperienza che vi lascierà soddisfatti, sani nel corpo e sereni nella mente, non poco per i tempi di crisi che viviamo.

Aspartame cancerogeno?

Lettera inviata ad Altroconsumo:

Report, domenica 29 aprile 2012, ha trattato del caso Aspartame (dolcificante), evidenziando la ricerca di un laboratorio di Bologna, che ha rilevato sulle cavie un’aumentata incidenza delle malattie tumorali, esposte anche a dosi della metà di quelle raccomandate.

Questa ricerca autorevole non è stata presa in considerazione dagli enti preposti alla nostra salute, perché contrasterebbe con il nuovo disciplinare della ricerca internazionale, che riduce i tempi di esposizione delle cavie alle sostanze, dicono per ridurre i costi!

Mentre i ricercatori bolognesi hanno studiato le cavie dalla nascita alla loro morte.

Ma stiamo scherzando?

Dove vogliamo arrivare, ad essere noi stessi cavie per ridurre i costi della ricerca?

Dopo 30 anni di mistificazioni forse è il caso di fare piena luce su questa vicenda, in attesa che l’ente europeo preposto si pronunci definitivamente e senza pressioni esterne (sarà dura).

A noi poveri consumatori (cavie umane) non resta che nutrirci come i nostri antenati, con frutta e noccioline, sempre che non siano geneticamente modificati.

Ipocrisia OGM

I politici italiani e le associazioni di settore hanno da sempre stigmatizzato l’introduzione degli OGM (organismi geneticamente modificati) nelle produzioni italiane. Ormai sappiamo che dal 2009 tutti i prodotti alimentari della Ue (Unità Economica Europea) con un contenuto maggiore dello 0,9% di OGM (l’Italia aveva richiesto uno 0,1% massimo), devono dichiararne la presenza in etichetta.

La soglia è riferita ad ogni singolo ingrediente usato e non al totale degli ingredienti.

Questa legge vale anche per le produzioni biologiche, che in teoria non dovrebbero contenerne dato che non sono ammessi (magie della burocrazia europea).

Sulla dannosità degli OGM si è dibattuto a lungo e se ne continua a discutere, anche se per gli OGM approvati dalla Ue non vi sono evidenze scientifiche per una loro tossicità nel lungo periodo.

Dovremmo forse chiederci se l’utilizzo di alimenti modificati geneticamente porti dei vantaggi sostanziali al consumatore e non solo ai produttori e alle multinazionali che li brevettano.

Sushi: sai cosa mangi?

Attenzione, “l’innocuo” e colorato sushi, soprattutto se di pesce crudo, può nascondere insidie non indifferenti.

Batteri e parassiti possono tranquillamente nascondersi in questi simpatici rotolini.

L’importante è il rispetto delle procedure per il precongelamento del pesce, ed il suo mantenimento a bassa temperatura una volta utilizzato nei prodotti in vendita.

Purtroppo come dimostra un’indagine condotta dall’associazione di consumatori Altroconsumo, su 19 ristoranti giapponesi di Milano e Roma, solo 2 casi hanno passato l’esame igiene e solo in 3 casi è stato accertato il previsto congelamento del pesce per legge.

Oltretutto il tonno, specialmente quello rosso utilizzato nel sushi, è una delle specie ittiche più sfruttate e a rischio estinzione, come dimosta un’inchiesta realizzata da Report sull’argomento.

Leggete anche l’articolo tratto da Salute 24 e forse la prossima volta che vedrete un piatto di sushi, amerete ancora di più una buona grigliata di pesce.

“Lo yogurt riduce i chili dovuti all’età e difende l’intestino”

Di tutti i latticini che arrivano sulle nostre tavole, lo yogurt è l’unico consigliato per un uso quotidiano, come sempre nuove ricerche testimoniano.

Impariamo ad integrare lo yogurt naturale con frutta fresca o secca per renderlo un alimento completo e salutare.

Segue l’articolo tratto da corriere.it/salute:

Una ricerca conferma le qualità dell’alimento

MILANO – Non sarà l’elisir di lunga vita ma varie ricerche, anche recentissime, suggeriscono che lo yogurt contribuisca effettivamente a salvaguardare la nostra salute. In uno studio, appena pubblicato dal New England Journal of Medicine, lo yogurt viene indicato fra gli alimenti che potrebbero aiutare a contenere l’aumento di peso associato con l’età. Alcuni ricercatori della Harvard School of Public Health di Boston, dopo aver esaminato i dati relativi a più di 120 mila persone, hanno infatti rilevato che l’incremento di peso, in media 1,5 kg ogni 4 anni, risultava inferiore quando aumentava il consumo di alcuni alimenti e, innanzitutto, di yogurt. E per ogni porzione in più al giorno, l’aumento di peso si riduceva di circa 370 g (grammi) ogni 4 anni, lo stesso accadeva per la frutta secca (meno 260 g), per quella fresca (meno 220 g), per i cereali integrali (meno 170 g), per la verdura (meno 100 g). Succedeva esattamente il contrario con le patate fritte (più 760 g ogni 4 anni), con le bibite zuccherate (più 450 g) e con le carni fresche e lavorate (rispettivamente più 430 e 420 g).

Yogurt e probiotici contro il cancro.

Riporto l’articolo tratto dal sito dell’ A.I.R.C. (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) dove viene segnalate l’importanza di questo alimento nella prevenzione dei tumori soprattutto a carico dell’apparato intestinale.

Lo yogurt però deve essere consumato al naturale (meglio se biologico), senza aggiunta di zucchero o dolcificanti, va benissimo aggiungere frutta fresca, secca o cereali (non dolcificati).

“I probiotici

Sono chiamati probiotici alcuni batteri che ‘abitano’ il nostro tratto digestivo e che vi svolgono alcune funzioni molto importanti, tra cui il mantenimento di un corretto ambiente interno, e un controllo dell’infiammazione e delle infezioni. Nell’intestino di un adulto vivono circa 1.000 miliardi di batteri per millilitro, per un totale di circa due chili di peso!

I batteri ‘amici’ hanno un ruolo fondamentale nella regolazione del sistema immunitario: tra le specie più coinvolte in questo processo ci sono i bifidobatteri e i lactobacilli. Ambedue sono capaci di trasformare, in assenza di ossigeno, le fibre in acido lattico (fermentazione lattea) che acidifica il contenuto intestinale, impedendo le infezioni da parte dei batteri ‘cattivi’.

Grana Padano o Parmigiano Reggiano?

I due formaggi principe della gastronomia italiana in che cosa si distinguono?

Sono differenze minime o sostanziali?

Abbiate presente che i formaggi sono come il vino, si possono trovare due cantine anche a 1 km di distanza, che utilizzano la stessa uva, ma con un prodotto finale completamente diverso.

Lo stesso vale per i caseifici: la materia prima, la zona di produzione e la mano dell’uomo fanno di ogni formaggio un prodotto unico, anche se più produttori utilizzano il medesimo disciplinare.

Non è solo questione di gusto, vari fattori entrano in gioco nella scelta, anche etici, ma questa è un’altra storia.

Allego alla riflessione l’analisi condotta da Altroconsumo su Grana Padano e Parmiggiano Reggiano, traetene le vostre conclusioni.