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Bibite: + 8% frutta

juiceQuesto è l’esito di un recente emendamento del PD passato alla camera, che ha portato il contenuto di frutta nelle bibite gassate e non, da un misero 12% ad un modesto 20%.

Per il consumatore rappresenta un cambiamento praticamente ininfluente, certo meglio che niente, resta comunque nella bibita un 80% composto da acqua, zuccheri e altre sostanze.

Per la nostra salute la frutta è sempre meglio consumarla fresca, o al limite che il contenuto di frutta nella bevanda sia il più possibile vicino al 100%.

“Acqua: il ministero della Salute boccia le caraffe filtranti”

Finalmente il ministero della salute si è accorto dell’inutilità delle caraffe per filtrare l’acqua e della loro dannosità.

Possono peggiorare la qualità dell’acqua e far proliferare i batteri. Partiamo da un’acqua potabile e filtra oggi, filtra domani, ci ritroviamo con un’acqua non potabile, una schifezza!

Perché pagare per acquistare caraffe e filtri quando l’acqua del rubinetto va benissimo così come sgorga?

L’acqua dell’acquedotto è controllatissima, più dell’acqua minerale che troviamo in bottiglia. Se sa un po’ di cloro, mettiamola in una brocca aperta, per qualche ora in frigorifero, ed ecco acqua fresca (quasi gratis) da bere.

Il provvedimento del ministero vale anche per gli impianti fissi di case private e ristoranti che dovranno adeguarsi a norme più severe.

Il “vino biologico” ora è legge

E’ stato approvato il nuovo regolamento comunitario sull’utilizzo della dicitura “vino biologico” per i vini prodotti da uve coltivate con il metodo biologico o biodinamico.

Dibattuta è stata la discussione sull’utilizzo dei solfiti (vedi Wikipedia) di norma presenti in quantità minore nei vini biologici rispetto a quelli tradizionali.

Si è raggiunto il solito compromesso con i paesi più a nord dell’Italia, in quanto la minor esposizione solare dei vigneti, obbliga i produttori ad un maggior uso dei solfiti nel vino.

Questo un punto, anche se non potrà essere indicato in etichetta, a favore delle produzioni italiane più “sane” per il consumatore.

Ricordiamoci che sul mercato sono presenti anche vini privi di solfiti aggiunti, più costosi da produrre, perché obbligano il produttore ad adottare tecniche e macchinari perfetti, onde evitare ossidazioni o difetti al vino.

Allego l’approfondimento tratto da lastampa.it:

Habemus Bio: approvato l’atteso regolamento comunitario sul vino

Veronica Ulivieri

Che sia anche questo un riflesso del nuovo clima che regna in Europa? Un segnale dell’armonia ritrovata tra Italia, Francia e Germania? Il regolamento comunitario sul vino biologico era atteso dal 1991 e alla fine, dopo più di vent’anni, ieri è arrivato (08/02/2012). Le nuove norme sulla vinificazione bio, approvate dal Comitato permanente per la produzione biologica (Scof), introdurranno dei cambiamenti proprio nei procedimenti di produzione. Fino ad oggi, infatti, la certificazione era prevista soltanto per le uve e la sola dicitura consentita era “vino ottenuto da uve biologiche“. Il settore vitivinicolo era l’unico a cui non si applicava integralmente la normativa comunitaria sulla produzione biologica, che nel 1991, con successive modifiche e integrazioni, dette una base legale al settore.