“Acqua: il ministero della Salute boccia le caraffe filtranti”

Finalmente il ministero della salute si è accorto dell’inutilità delle caraffe per filtrare l’acqua e della loro dannosità.

Possono peggiorare la qualità dell’acqua e far proliferare i batteri. Partiamo da un’acqua potabile e filtra oggi, filtra domani, ci ritroviamo con un’acqua non potabile, una schifezza!

Perché pagare per acquistare caraffe e filtri quando l’acqua del rubinetto va benissimo così come sgorga?

L’acqua dell’acquedotto è controllatissima, più dell’acqua minerale che troviamo in bottiglia. Se sa un po’ di cloro, mettiamola in una brocca aperta, per qualche ora in frigorifero, ed ecco acqua fresca (quasi gratis) da bere.

Il provvedimento del ministero vale anche per gli impianti fissi di case private e ristoranti che dovranno adeguarsi a norme più severe.

D’ora in poi non avrete più scuse, quando al ristorante o in pizzeria ordinando un’acqua, vi vedrete servire una bottiglia con la dicitura “acqua microfiltrata” o “acqua naturalizzata“, saprete di cosa si tratta. Il ristoratore magnanimo, nel retrobottega, filtra l’acqua del rubinetto (uguale a quella di casa vostra) e ve la fa pagare come quella minerale!

Segue l’approfondimento tratto da www.altroconsumo.it :

Noi lo avevamo già detto a novembre scorso. Ora arriva la conferma da parte del ministero della Salute. Le caraffe filtranti, non solo sono una spesa inutile, ma possono addirittura peggiorare la qualità dell’acqua potabile.

Possono eliminare le caratteristiche di potabilità e sono vendute, senza nessun controllo, sulla base di vecchie disposizioni che non tutelano la salute. È quanto viene affermato nella relazione tecnica del ministero della Salute che accompagna il nuovo decreto sui filtri domestici per l’acqua. Il nostro test aveva già sostanzialmente anticipato quanto affermato ora dai tecnici ministeriali dimostrando come, per alcuni aspetti, questi dispositivi non fanno altro che peggiorare la qualità dell’acqua stessa.

Le motivazioni del ministero
C’è la falsa credenza, affermano dal ministero, che l’uso di un filtro possa eliminare le sostanze pericolose migliorando così la qualità dell’acqua. Ma, anche sulla base di indagini avviate da alcune Procure, a supportare queste affermazioni non ci sarebbe alcun elemento scientifico. Questi apparecchi, si legge ancora nella relazione, hanno come unico scopo quello di modificare il sapore, l’odore e il colore dell’acqua. Inoltre, una scarsa manutenzione nel tempo farebbe perdere all’acqua anche le caratteristiche di potabilità.

Batteri e addolcimento eccessivo
Anche se la pubblicità lascia intendere che le caraffe garantiscono sempre e comunque un miglioramento della qualità dell’acqua, il test dimostra che per alcuni aspetti tendono a peggiorarla. Il fatto più grave è la proliferazione di batteri, prima non presenti, soprattutto verso la fine della cartuccia. L’acqua filtrata, insomma, contiene più batteri di quella del rubinetto. L’altro punto debole è l’eccessivo addolcimento. Più l’acqua viene addolcita e più somiglia alla minerale: questo è forse uno dei motivi per cui le caraffe sono molto vendute. Non si può esagerare però. Se, inoltre, l’acqua del rubinetto ha tutte le caratteristiche di potabilità necessarie, come stabilito dalla legge, non si può dire lo stesso per quella filtrata con le caraffe. Il paradosso, dunque, è che si spendono soldi nella speranza di filtrare sostanze indesiderate, ma nel contempo possono esserne rilasciate di nuove, che non erano presenti nell’acqua di rubinetto.

Non solo caraffe
Oltre alle caraffe filtranti, il provvedimento del ministero riguarda anche gli impianti fissi per i lavelli di abitazioni private e ristoranti che dovranno rispondere a nuovi requisiti di sicurezza, per quanto riguarda i materiali, ed essere accompagnati da accurate spiegazioni. Oltre all’obbligo di informare correttamente i consumatori, le aziende hanno sei mesi di tempo per adeguarsi alla nuova normativa.

L’acqua del rubinetto: la soluzione migliore
Bere l’acqua del rubinetto è da molti punti di vista la scelta migliore: costa meno di un euro all’anno, non obbliga a portare pesi a casa e i controlli rigorosi garantiscono quasi sempre una qualità buona. Non dimentichiamo anche il rispetto dell’ambiente: niente plastica e zero inquinamento da trasporto merci.

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