Monthly Archives: febbraio 2012

Sushi: sai cosa mangi?

Attenzione, “l’innocuo” e colorato sushi, soprattutto se di pesce crudo, può nascondere insidie non indifferenti.

Batteri e parassiti possono tranquillamente nascondersi in questi simpatici rotolini.

L’importante è il rispetto delle procedure per il precongelamento del pesce, ed il suo mantenimento a bassa temperatura una volta utilizzato nei prodotti in vendita.

Purtroppo come dimostra un’indagine condotta dall’associazione di consumatori Altroconsumo, su 19 ristoranti giapponesi di Milano e Roma, solo 2 casi hanno passato l’esame igiene e solo in 3 casi è stato accertato il previsto congelamento del pesce per legge.

Oltretutto il tonno, specialmente quello rosso utilizzato nel sushi, è una delle specie ittiche più sfruttate e a rischio estinzione, come dimosta un’inchiesta realizzata da Report sull’argomento.

Leggete anche l’articolo tratto da Salute 24 e forse la prossima volta che vedrete un piatto di sushi, amerete ancora di più una buona grigliata di pesce.

Il “vino biologico” ora è legge

E’ stato approvato il nuovo regolamento comunitario sull’utilizzo della dicitura “vino biologico” per i vini prodotti da uve coltivate con il metodo biologico o biodinamico.

Dibattuta è stata la discussione sull’utilizzo dei solfiti (vedi Wikipedia) di norma presenti in quantità minore nei vini biologici rispetto a quelli tradizionali.

Si è raggiunto il solito compromesso con i paesi più a nord dell’Italia, in quanto la minor esposizione solare dei vigneti, obbliga i produttori ad un maggior uso dei solfiti nel vino.

Questo un punto, anche se non potrà essere indicato in etichetta, a favore delle produzioni italiane più “sane” per il consumatore.

Ricordiamoci che sul mercato sono presenti anche vini privi di solfiti aggiunti, più costosi da produrre, perché obbligano il produttore ad adottare tecniche e macchinari perfetti, onde evitare ossidazioni o difetti al vino.

Allego l’approfondimento tratto da lastampa.it:

Habemus Bio: approvato l’atteso regolamento comunitario sul vino

Veronica Ulivieri

Che sia anche questo un riflesso del nuovo clima che regna in Europa? Un segnale dell’armonia ritrovata tra Italia, Francia e Germania? Il regolamento comunitario sul vino biologico era atteso dal 1991 e alla fine, dopo più di vent’anni, ieri è arrivato (08/02/2012). Le nuove norme sulla vinificazione bio, approvate dal Comitato permanente per la produzione biologica (Scof), introdurranno dei cambiamenti proprio nei procedimenti di produzione. Fino ad oggi, infatti, la certificazione era prevista soltanto per le uve e la sola dicitura consentita era “vino ottenuto da uve biologiche“. Il settore vitivinicolo era l’unico a cui non si applicava integralmente la normativa comunitaria sulla produzione biologica, che nel 1991, con successive modifiche e integrazioni, dette una base legale al settore.

“Lo yogurt riduce i chili dovuti all’età e difende l’intestino”

Di tutti i latticini che arrivano sulle nostre tavole, lo yogurt è l’unico consigliato per un uso quotidiano, come sempre nuove ricerche testimoniano.

Impariamo ad integrare lo yogurt naturale con frutta fresca o secca per renderlo un alimento completo e salutare.

Segue l’articolo tratto da corriere.it/salute:

Una ricerca conferma le qualità dell’alimento

MILANO – Non sarà l’elisir di lunga vita ma varie ricerche, anche recentissime, suggeriscono che lo yogurt contribuisca effettivamente a salvaguardare la nostra salute. In uno studio, appena pubblicato dal New England Journal of Medicine, lo yogurt viene indicato fra gli alimenti che potrebbero aiutare a contenere l’aumento di peso associato con l’età. Alcuni ricercatori della Harvard School of Public Health di Boston, dopo aver esaminato i dati relativi a più di 120 mila persone, hanno infatti rilevato che l’incremento di peso, in media 1,5 kg ogni 4 anni, risultava inferiore quando aumentava il consumo di alcuni alimenti e, innanzitutto, di yogurt. E per ogni porzione in più al giorno, l’aumento di peso si riduceva di circa 370 g (grammi) ogni 4 anni, lo stesso accadeva per la frutta secca (meno 260 g), per quella fresca (meno 220 g), per i cereali integrali (meno 170 g), per la verdura (meno 100 g). Succedeva esattamente il contrario con le patate fritte (più 760 g ogni 4 anni), con le bibite zuccherate (più 450 g) e con le carni fresche e lavorate (rispettivamente più 430 e 420 g).