Monthly Archives: gennaio 2012

“Mangia che ti passa”

Noi siamo quello che mangiamo, quante volte abbiamo sentito questa definizione, ma ci siamo mai chiesti cosa significhi veramente?

Il Dott. Filippo Ongaro, con questo suo secondo volume ripercorre la storia alimentare dell’uomo fino all’industrializzazione del cibo, per farci capire come gli alimenti influenzino direttamente la nostra salute.

 I geni e le molecole che regolano il nostro metabolismo sono stati evolutivamente plasmati più di 150.000 anni fa. In poche parole, questi geni sono stati selezionati sulla base dei vantaggi che offrivano per sopravvivere in un mondo primitivo e selvaggio. Anche se sembra impossibile, da allora nulla nella nostra biologia è cambiato ma il mondo che ci circonda è un altro.

Specializzatosi in medicina dello sport, successivamente al lavoro presso I’Agenzia spaziale europea (ESA), è entrato in contatto con le problematiche della medicina spaziale.

Yogurt e probiotici contro il cancro.

Riporto l’articolo tratto dal sito dell’ A.I.R.C. (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) dove viene segnalate l’importanza di questo alimento nella prevenzione dei tumori soprattutto a carico dell’apparato intestinale.

Lo yogurt però deve essere consumato al naturale (meglio se biologico), senza aggiunta di zucchero o dolcificanti, va benissimo aggiungere frutta fresca, secca o cereali (non dolcificati).

“I probiotici

Sono chiamati probiotici alcuni batteri che ‘abitano’ il nostro tratto digestivo e che vi svolgono alcune funzioni molto importanti, tra cui il mantenimento di un corretto ambiente interno, e un controllo dell’infiammazione e delle infezioni. Nell’intestino di un adulto vivono circa 1.000 miliardi di batteri per millilitro, per un totale di circa due chili di peso!

I batteri ‘amici’ hanno un ruolo fondamentale nella regolazione del sistema immunitario: tra le specie più coinvolte in questo processo ci sono i bifidobatteri e i lactobacilli. Ambedue sono capaci di trasformare, in assenza di ossigeno, le fibre in acido lattico (fermentazione lattea) che acidifica il contenuto intestinale, impedendo le infezioni da parte dei batteri ‘cattivi’.

Grana Padano o Parmigiano Reggiano?

I due formaggi principe della gastronomia italiana in che cosa si distinguono?

Sono differenze minime o sostanziali?

Abbiate presente che i formaggi sono come il vino, si possono trovare due cantine anche a 1 km di distanza, che utilizzano la stessa uva, ma con un prodotto finale completamente diverso.

Lo stesso vale per i caseifici: la materia prima, la zona di produzione e la mano dell’uomo fanno di ogni formaggio un prodotto unico, anche se più produttori utilizzano il medesimo disciplinare.

Non è solo questione di gusto, vari fattori entrano in gioco nella scelta, anche etici, ma questa è un’altra storia.

Allego alla riflessione l’analisi condotta da Altroconsumo su Grana Padano e Parmiggiano Reggiano, traetene le vostre conclusioni.

“Il business dei furbetti dell’olio”

“Così l’extravergine taroccato arriva sulle nostre tavole.

Comprano all’estero, poi rivendono come made in Italy”

Venerdì 23 dicembre 2011 Repubblica ha pubblicato un articolo sulle truffe dell’olio.

In questi casi leggere le etichette non è sufficiente, dato che non vi è certezza del contenuto della bottiglia.

Un’arma a nostra disposizione potrebbe essere il prezzo, un olio dal costo troppo basso può nascondere provenienze ignote, ma per contro il prezzo di un olio può essere gonfiato ad arte.

Non vi è dubbio che i produttori onesti siano la maggioranza, ma come possiamo essere certi che quello che c’è scritto in etichetta corrisponda al contenuto?

Già il fatto che queste sofisticazioni vengano a galla è il segno che i controlli ci sono, non scordiamoci che l’Italia per la sicurezza alimentare è al primo posto nel mondo.

Ora aspettiamo che l’indagine si concluda e che i nomi dei truffatori grandi o piccoli che siano vengano resi noti.

Alimentazione in età evolutiva: si fa presto a dire…”Grassi”

I grassi sono fondamentali per il nostro organismo, ma se sono in eccesso fanno male.

Siamo a conoscenza dei grassi che introduciamo con la dieta e della loro qualità?

Sappiamo cosa siano e da dove prevengano i grassi vegetali?

Sono buoni o fanno male?

Oli vegetali nei biscotti per la prima infanzia?

Nel prodotto preso in esame (vedi immagine) a titolo di esempio, troviamo tra gli ingredienti al terzo posto (ordine decrescente di quantità) oli vegetali.

Gli scaffali dei supermercati sono stracolmi di ogni tipo di olio e di ogni prezzo, soprattutto del salutare olio extra vergine di oliva.

Avete mai notato la vendita di un prodotto con la dicitura olio vegetale?

Certo che no, questa “bucolica” dicitura, ma ingannevole per il consumatore, nasconde oli non bene identificati della peggiore qualità e a basso prezzo che esistano, utilizzati esclusivamente dall’industria alimentare.

Sono oli importati prevalentemente da paesi asiatici, scordatevi il km zero, quindi con un impatto non indifferente anche sull’ambiente.

Tutti gli studi concordano di non superare la dose giornaliera di 5 grammi di oli o grassi vegetali nell’adulto, figuriamoci in un bambino di 6 mesi!

L’industria alimentare risparmia qualche centesimo sulle confezioni, noi possiamo risparmiare sulla nostra salute?

“Nutella, non di sole nocciole”

 

“Con le nocciole migliori, poi del buon latte e il nostro cacao. È così che nasce Nutella”.

Sono queste le prime parole dello spot della più nota crema di nocciole. Peccato, però, che nell’elencare gli ingredienti, si dimentichino di citare zucchero e olio vegetale.

Segnalo questo articolo tratto dal sito di Altroconsumo (associazione di consumatori) dove viene evidenziata l’importanza di saper leggere le etichette e di non farsi fuorviare dalla pubblicità.

http://www.altroconsumo.it/alimentazione/sicurezza-alimentare/news/nutella-non-di-sole-nocciole